Poesie

Poesie


Sale


Più forte del sale su una ferita mi brucia la tua assenza

(Tu delizia e tortura della mia anima in cerca della luce)

Conducimi oltre le paludi della paura e i monti dell’assoluto

A te che sei il sale

regalo le mie ansimanti gioie e i miei deliranti dolori





Pioggia

Piove sotto un cielo plumbeo



E la mia mente corre verso di te



Così lontana così vicina



Così donna e così bambina



E milioni di gocce cadono



Mentre i miei sensi si quietano in questa notte da lupi



In cui vorrei solo dormirti addosso e niente



Più



Mani



Le tue piccole mani che cercano il mio viso



Lo trovano



E arrivano alle mie labbra



Che mangiano le tue mani



Ed io che trovo le tue di labbra



Poi ti bacio fino alla fine del mondo



Quando i nostri capelli saranno ormai bianchi e radi



E i nostri figli ormai grandi



E il nostro bacio andrà oltre il tempo e lo spazio



Come un raggio di immortalità

PINOCCHIO



In mezzo a questa città senza più pietà



Corre un autobus pieno di speranze



Di facce consunte dalla lotta giornaliera



E dalle promesse tradite della gioventù



Io in questo ventre di balena



Come Pinocchio



Mi riinvento la vita

LE GRIDA DEL MARE



Le grida del mare mi entrano dentro come le carezze del mio amore



Lei mia marea



Determina i flussi della mia esistenza



Salsedine di amore entra in me

FELINO



Questo famelico felino



Che chiamano amore



Si nutre di ogni mio sussulto per te



E mai sazio mi chiede di più



I miei pensieri



Il mio futuro



La mia stessa vita



E la notte accovacciandosi sotto il mio letto



Aspetta che io mi addormenti per nutrirsi dei miei sogni



O amore amore



Bestia fatata



Domini le nostre vite sconvolgendole



Ci dilani



Ma ci fai sentire vivi!



IL RE



Sono il sovrano delle desolate e floride



Lande del mio essere



Comando eserciti di dubbi e plotoni di speranze



Governo il popolo dei miei desideri



Senza tradire la corte dei miei rimpianti



E dall’alto della torre del mio amore



Cerco di scorgere il ritorno della mia regina



Un re è niente senza la sua regina



Come una scacchiera sguarnita

I tuoi occhi



i tuoi occhi



Velati di un turbinio d’inquietudine scrutano lo scorrere delle stagioni



I tuoi occhi



Prima fanciulli e indagatori ora felini e predatori



I tuoi occhi



Ma la loro luce non muterà anche quando la neve implacabile del tempo avrà coperto i capelli



I tuoi occhi



Un dio in cui credo



Ciecamente



Sogni



I sogni di un bambino sono come le onde



Che si infrangono sulla spiaggia



Quella schiuma è già la vita di un uomo







ALBATROS



Perché lo specchio non mente?



Perché questi miei occhi non lacrimano



Per lavare l’anima compressa da troppa presunta leggerezza



Quanto vorrebbe volare alto il mio albatros di cartapesta



Ma dorme nelle molli sicurezze della mia noia



Che ormai riempie le giornate di questa estate amorfa



Come queste orde di gente



Che mi atterriscono



Pietro Mereu



CEA



Tra rocce di un porfido Sangue



Rocce che stagliano un cielo di idrogeno compresso



Come le carni di questi indigeni anneriti dal sole



E da questa nevosa sabbia



Agosto innamorato ti corteggia Cea



E con la sua volgarità e prepotenza



Ti soffoca



Di Glutei e tette splendidi di olio



Ma tu non cedi



Aspettando il dolce settembre



Che col le sue brezze gentili



Ti avvincerà



Amandoti











Panico



Combatto contro demoni invisibili



Mi nutro dell’altrui anima



Vago ramingo in cerca di una meta



Vivo



E voglio sentire vibrare il mio flaccido corpo



Di emozioni che aggroviglino la pelle



Tirandola come un tamburo



Battiti ancestrali mi scuotono



Dominio di Pan



Che bussa a sfogarsi in tempesta



Ma poi Venere dominandomi



Mi Placa



Balentia



Sambene e caddos

chi currene comente rajos

chi falana aintro de su core

de omines prenos de fele

e pizzinnos chi pranghene

sa notte chi morit su tempus

de sos giocos

e tando cumprendene

ca s’arva s’imbiancada

errisos de inu e petta pappada

e fizzos creschende

Pietro Mereu

















check in



Viaggi in tutto il mondo,aerei presi freneticamente,un pizzico di Cina due gocce di stati uniti,la mente decanta il delirio di frenesie interminabili…fermati. Scopri il tuo mondo,percorri,passeggiando le valli dell’anima,bivacca tra le radure dei tuoi pensieri..nella logica del consumo sfrenato pasteggia con il silenzio del quotidiano…beati dei boschi vicini a casa tua..il camino della sala è un universo interminabile..Guarda tua madre è una donna interessante con una storia avvincente dai risvolti picareschi…e nel viso di tuo padre le rughe segnano una mappa per l’isola del tesoro…mio piccolo tesoro ti sussurrava quando eri piccina e tu ridevi davanti a quella pergamena..allora intatta…Sceglimi..e viaggia dentro di me..ti voglio svelare il mio mondo..un mondo sconnesso,ricco di lussureggianti follie ed inarrivabili dolcezze…cerca di indagare nelle geometrie dei miei sguardi e riconoscili nelle loro innumerevoli sfumature. Stacca il biglietto,fai il check-in..che il viaggio inizi..io sono già partito…e aspetto.

ELEFANTE BLU





No blu no!-dice la maestra arrabbiata-gli elefanti non sono blu- .Gli elefanti sono grigi dice lei

… come questa città dove io non posso giocare fuori. Solo la playstation mi fa compagnia Ma per 15 giorni all’anno vado al mare. Ah che bello il mare con le onde che ti spruzzano sulla faccia..tutto il giorno mezzo nudo a prendere il sole..e quella rompipalle di mia madre che mi obbliga a mettere quella schifosissima crema…lei è unta come le patatine che mangio tutto l’anno da mc donald’s …invece qui la nonna mi prepara cose squisite..anche se la mamma dice che “le carni arrostite sono cancerogene”…cancerogene un cazzo..cancerogena è tutta l’aria che respiro per 11 mesi l’anno a Milano…qui è diverso la gente non corre..e poi la sera si cena tardi e si parla..il nonno ha una barba bianca e veste di velluto anche d’estate”dove non passa il freddo non passa il caldo” ripete e puzza di selvatico..ma mi vuole bene..e mi porta da Antoneddu che ha i cavalli..e l’altra sera ho visto una cosa bellissima vicino al Gennargentu..un elefante blu..e l’ho seguito e lui mi ha parlato… dicendo che i grigi sono più numerosi ma loro stanno bene qui..e poi l’ho raccontato al nonno che mi ha detto di conoscerli anche lui..e anzi di averli cacciati quando ce n’erano tanti…e quando sono partito il nonno mi ha regalato un elefante di legno intagliato da Antoneddu … era blu…lo dico sempre che a Milano la mia maestra non sa proprio un bel niente….



P.M













SA TERRA MIA



Un caldo vento spira sull’isola dei cavalli montati a pelle da impavidi

scellerati ebbri di vino e gioventù,nessuna paura nessuna

regola..codici non scritti di un onore obsoleto applicato

arbitrariamente a secondo delle occasioni…finisce con un colpo di

coda l’estate e nugoli di vacanzieri ,invasati dalla cristallinità

delle acque,piangono la dipartita…e vanno verso la grassa nebbia

padana con i capelli salati e le pelli conciate dal sole. Sa mama e

sole. Tutti i bambini sanno,nell’isola,che dopo pranzo non si deve

giocare o sa mama e sole ti prenderà…la vita..Antiche leggende

tramandate da enormi fuochi conditi di profumati ginepri con il

contorno di spiedi pantagruelici di svariate carni,di bestie che

compiono innumerevoli maratone in montagne incontaminate…e

Pinnetos..atipici Teeppe abitati da mitici pastori-

pellerossa..custodiscono gelosamente armenti inviolabili atti a sfamare

bocche in feste di gioia,di morte,balli di occhi che fuggono donne dal

corpo lunare invase d’amore…Campane invano suonate per morti e

richiami di maschere di oscuro carbone ..la bestia e l’uomo

convivono…corse senza freni a cavallo di bestie fatate + amate di

figli…Ma ora è tardi il sipario si chiude..su tempus est

un’atteru…parti figlio mio e ricorda che sebbene tu vada dall’altra

parte del mondo..il tuo cuore sarà allacciato dal granito e dai

lentischi impastati di nostalgia





Amore



Dormo su petali di solitudine

in un giardino di follia

salici piangenti di te

e viole di un pensiero perduto

tu rosa profumatissima di passione

violenti la margherita dell’anima

m’ama o non m’ama

Pietro Mereu













AMOR PERDUTO



Erano giorni di rosa e miele



Di cannella e mare quelli che ci videro insieme



Ma tu non combattesti per me



Ed io ti lasciai



Perché le parole sono vuote



E un bacio è tutto

ELVIS



Roteando il bacino



Pelviche inquietudini ti avvolsero



Nella terra delle favole



Che poi ti inghiottì

James



Gioventù bruciata



Gioventù sognata



Gioventù stagnante



Gioventù mai più

Maylin



Diamond’s are girls best friends



E



I barbiturici I migliori amici delle dive









Bob Marley



Rasta



Resta



Festa



Il leone si addormentò

Stanley Kubrick



Rapito a mano armata



Si addormentò



In un doppio sogno

ORIOLA

Corpo di esile cigno

Si muove con grazia divina

Cuore di lupo divora il pavone bianco che mi abita

Sorriso enigmatico irrora la mia anima

Chi sei Oriola?

Perché mi vuoi cosi?

Non si usa più amare lo sai?

Lo sai che questo sfiduciato mondo corre verso l’autodistruzione?

Ma tu mia bambina mi ami a tuo modo

E io mi lascio amare

Riamandoti con rabbia

Perché non ti merito

Non mi merito nulla di dolce

Perché sono maledetto

Maledetta la mia sensibilità,il talento, la voglia di amare

Il cinismo a cui mi aggrappo e in cui sguazzo

Ma questa mia maledizione è benedetta dagli altri

E tu Oriola benedetta e maledetta da me

Resti immobile mentre

Questo misero uomo spreca il suo genio

Tra librerie e noia

Mentre il tuo pensiero condisce l’agonia di questa coda

Di primavera







MIO PADRE



Monumento inflessibile e magnifico



Quanto ormai riesco a capire i tuoi silenzi



io che di parole son prodigo



Non riesco a dirti che per me sei importante



forse mai te lo dirò



Siamo uomini di terra e acciaio forgiati dal sole di questa nostra muta isola



Amici virili e imbattibili



Ricordo le sere al cinema della mia fanciullezza



E anche le tue assenze



Ricordo la cinghia che feriva più la mia anima



Ma so che il tuo cuore piangeva dopo



Le mie scarpe nuove andavano a discapito del tuo giaccone liso



Ma tu eri felice della mia effimera istantanea felicità



Così deve essere un padre



Tu non mi hai insegnato ad amare i classici greci o l’arte



Ma piuttosto storielle da bar e stupende inutili cazzate



La tua lezione è molto più preziosa



La determinazione delle tue idee



Il tuo spirito di sacrificio



E la tua grande lealtà e voglia di mettere pace



In una famiglia di iene minata dall’avidità tu sei stato un domatore con la frusta di piuma



Caro mio Padre vedo le tue carni invecchiare e i tuoi capelli imbiancarsi



Gli occhi si fanno sempre più piccoli tra cascanti bargigli



Ma la loro luminosità mi irradia quando esplodono in una risata



Che risuona in questo tuo regno di silenzio



Morgan



Un grido di corvo stride su questi miseri zombie



Davanti agli altari del nulla



E rinasce dal suo dolore come la fenice sporca di cenere



Per nome ed in nome dell’arte madre,matrigna crudele e gloriosa



Folletto ,diletto di folle adoranti



Dispieghi le ali volando sopra queste orde amorfe



Ponendo il germe del dubbio



Come il Lupo di Gubbio



CREATURA CHE SI CONGIUNGE ALL?INFINITO

Io mare sabbia

Io questonda che si infrange

Io scoglio

Io dito che galoppa su questo nero destriero

Plastica

Nera

Che su questa pergamena collosa

Sono queste parole di me creatura

Che si congiunge allinfinito

Io folle

Finito



OGLIASTRA



Dincanto sventagli il vento feroce

Che sradica piante e cappelli impagliati

Rugosa terra di sughero e lentischi

Amara di miele selvatico e corbezzoli bitorzoluti

Silenzi a volte rotti dallacre polvere da sparo

Sangue versato per onore leso

Sulle tue pietre antiche arse da un sole feroce

Che sgretolandole

Sabbia

la tua volontà è annullata dalla dolcezza onanistica di questo mio mare

Pastori sapienti dosatori del verbo percorrono capezzoli immortali

Frutto delle bestie fatate

A te canto mia Ogliastra

Madre crudele

Sorella generosa

Amante dagli appetiti sconfinati

dei tuoi figli che pur fuggendo

Tornano sempre alla tua corte dolceamara

Che con la sua bellezza lunare incanta e incatena

Pane ,sangue,dolcezza,odio,amore,fedeltà

I tuoi frutti

Ma basta ammirarti nei tuoi giorni di bellezza sconfinata

Per dimenticare il male



SIRENA



incorniciami la bocca di perle

che splendono al sole della gioventù

ed un’anima che reclama un cuore

che batte al mio unisono e notti d’alcova consumate a combattere demoni insuls

i e mondi da vivere

mentre cavalli e cavallon

i nell’isola danzano



SARDEGNA

Il nome tuo antico significa impronta

Dell’invasore nemico giammai i tuoi abitanti sopportaron l’onta

Prima Aragonesi Pisani e Savoi

Da molti millenni Ichnusa è una gran troia

Terra antica di tradizioni vecchie

Ma progenitrice di tagliator d’orecchie

In verità sei tu che ci hai ispirato

Perché con il mare ed i monti

Anche l’animo del forestiero

Hai sequestrato



Joseffin

Quanto vorrei che la primavera della tua bocca fiorisse in me

carni tremule e letarghi d’inverno si aprono al nuovo sole

del disgelo di cuori anime

infette da virulenti coinvolgimenti di corpi

in fuga





VITA A METà



A volte penso di quanto vivo dei miei pensieri

Mi incateno a loro e quasi ne sono schiavo

Malattia epocale quella del troppo pensare

Uomini fatti di mente e corpi che soffrono

Come locomotive che ormai non stridono più sui binari

E continuano ad arrugginire

Il mio egoismo mi immobilizza

Mi invento problemi inesistenti per camuffare la mia pigrizia

Quanta paura nel poter scoprire i miei limiti umani

Umano troppo umano è il mio limite

Mentre bombardamenti di superuomini minano la mia

Precaria sicurezza

Perché soffro della mia limitatezza e sguazzo nell’apatia

Scarsa disciplina anarchia mentale accidia…

Tutto concorre a distruggere le mie minime certezze







Perché vi affannate truccati come geisha miserabili e decadute

Esponendo la vostra miseria cercate di conquistare l’immortalità

Ma di pochi è il privilegio

Misere serpi velenose sputate veleno contro vostri simili

Al cospetto di miseri domatori ingobbiti dal loro squallore

Artisti vi definite e vi definiscono

Com’è scesa in basso e di cosa si accontenta ormai l’arte

Nel regno dell’appiattimento tutto assume dignità artistica

Merda

Merda

Merda

La merda ha più dignità di voi merde sovraesposte a vanvera





IL TUO SILENZIO

Nel regno del tuo silenzio voglio entrare

Non tra le tue mille parole c’è la tua vera essenza

Regalamela se vuoi

non la tradirò



Traghettami con i tuoi sguardi presso le foreste delle tue rinunce

E dissetami alla fonte della tua sofferenza

Forse troppa profondità può uccidere

Nettare amaro

Ma attraverso le mie sconnesse parole

Cerco le mie connessioni

Nettare per connettere



In verità

io cerco





MORTE di UNA POESIA



Oggi come sempre alcuni versi mi hanno fulminato la mente

E con forza ho buttato queste mie parole su di questo foglio immateriale

Ma questo mio caro personal computer mi ha tradito

È morta una poesia

Ho provato a farla riemergere ma non era più lei

Forse il suo fantasma era altrettanto musicale

Ma che amarezza non riconoscere quel volto che mi aveva illuminato



Non tornano più le poesie morte

E come le foglie di un albero di anno in anno

Sembrano uguali si rassomigliano



Ma è una questione di venature….





















AMORE(?)



Umano è domandarsi se l’amore esista

Non credo all’amore quando non ne sono pervaso

Ma mi sembra di vederlo in migliaia di occhi

Facce smorte grigiastre carne da produzione

Affamate d’amore anche loro

Davanti all’amore tutto si abbellisce

Non ha tempo l’amore in questo mondo iperveloce

Si prende o si lascia

Attimi di serenità rubati a meno zeri nel tuo conto corrente

Amore esibito e subito consumato

Consuma l’amore

Ottieni subito l’amore

Niente lunghe attese

Amore effimero come le tue scarpe appena comprate

Squilli continui annunciano le parole del tuo amore

160 caratteri per sintetizzare il tuo mondo

Conoscimi a sprazzi

Ti voglio amore

Forse perché ti sei prostituito in tv

Santo protettore dei poveri di spirito

Amare l’amore è questo il comandamento

Tu scacci l’amore che come un boomerang di pietra

Torna sempre indietro

Amore fatto di frasi fatte e codici prestabiliti

Amore anarchico e dettato dalla follia del suo divenire

Amore amore amore

Ritornello di ogni canzone l’amore

Ci vergogniamo dell’amore e ci rifugiamo nel sesso

Bello anche il sesso

Ma l’amore nel sesso

È come la cannella in una brioche appena sfornata

Regala poesia

Poesia

Poesia ( MUSICA DI FRINGUELLI A PRIMAVERA E SOLE ACCECANTE )

Poesia

Immancabilmente mia

regno virtuale per eccellenza

Dell’amore

Catullo felice coglie attimi interinati

Giacomo innamorato della sonorità delle sue parole sull’amore

Pablo ne ruba l’essenza

Io poeta forse

Amo l’amore

Non so se l’ho mai veramente incontrato

Ma anche prima di esalare l’utimo vagito a questo mondo

Lo cercherò

Ti amo

amore



MESSAGGE IN A BOTTLE



In questo sterminato mare di onde elettroniche

Invio il mio messaggio

Poche brevi parole

Tra la nebbia dell’indifferenza

Si perdono le mie parole

Ma alcune volte

Tornano messaggi carichi di quella mia stessa voglia di amare

E mi riempiono di speranza

Per questo nostro mondo a termine

Elettroni carichi di umanità.







SALENTO



Sale lento secca la mia pelle

Vago tra queste lame scure che tagliano la mia coscienza annebbiata

Da troppa sofisticazione cittadina

Urban cow boys we are

Salentinu pizzica e sagne

Non lasagne

Sagne e frutti di questocobalto mare

Sul quale ogni giorno u suli more

Rosso rosso

Come il mio sangue che scorre per te



ARTISTA

Regnante e giudice di un mondo senza regole

Se non quelle inventate da me

Tessera di un puzzle che non riesce mai ad entrare

Nel quadro della scontatezza

Anima in pena mai sazia

Mi confronto con lo specchio per leggere i segni di un tempo inarrestabile





Innamorarsi del nulla

Non riesco a trovarti tra queste note

Donna senza nome

Quando ogni mio pensiero era per te

Anche questa musica aveva senso

più senso per me

Ogni nota mi portava a i tuoi occhi ed ai tuoi capelli

Mentre ora riempie solo i miei vuoti e mi cullo

Nella mia ricerca

Di te che forse ti nascondi

Inconsapevole

Tra questi grigi condomini

Illuminati da un sole che non colora

La mia coriacea pelle

Accidià regina della noia

Nostra signora dell’apatia

Vienimi in soccorso

Ferma la mia troppo fervida immaginazione

Sono tempi diversi

Devi costruire il tuo futuro la famiglia il conto in banca

Non puoi pensare a vuoto

Non è di questa epoca il ricongiungersi all’infinito





FADO

Incatenato in una tristezza silenziosa

Squarcio il silenzioso notturno

Con la mia voce velata di nostalgia per gli amori perduti

E quelli che perderò

Fado fato destino

Ineluttabile

Per noi miseri uomini

Che rubiamo attimi al tempo in cambio di un po’ di fama

Fama terrena

Senza valore

Salpa la nave dell’immaginifico e io marinaio

Non canto più

Ma la musica continua

Infinita







PRIMIZIE

Cogliere un frutto ancora acerbo o appena maturato

Non è peccato

Perché la pelle dei tuoi anni migliori è così liscia

E così non lo sarà mai più

In questa terra di confine ai margini della donna che sarai

Io voglio cavalcare sul destriero guercio della mia passione

Piccola ninfa domani è tardi

Le rughe cominceranno a rigarti il viso

E il tuo corpo perderà compattezza

La tua mente sarà corrotta da mille dubbi che l’età adulta comporta

E i miei discorsi sui fiori ti annoieranno

Sei sbocciata figlia di primavera

Lasciati cogliere

Le primizie costano

Ma appagano

Un morso e l’acre gusto della tua giovinezza

Mi congiunge

All’infinito









CREATURA CHE SI CONGIUNGE ALL?INFINITO

Io mare sabbia

Io quest’onda che si infrange

Io scoglio

Io dito che galoppa su questo nero destriero

Plastica

Nera

Che su questa pergamena collosa

Sono queste parole di me creatura

Che si congiunge all’infinito

Io folle

Finito



DESSERTO



Dopo questa scorpacciata di niente e noia

Per me un dessert

Anzi un desserto

Caldo asciutto

Che aggiunge inutilità e arsura

A questo banchetto

Nel regno del nulla





COCAINA

Il mondo ai miei piedi

E io ai piedi del mondo

Un attimo di onnipotenza

Tiene in ostaggio

La mia macchina dei miracoli







IN FINITO (?)

Nella credenza della mia fanciullezza odorosa di libri e carasau

Il mio spirito bambino aveva trovato l’infinito

Occhi vivaci che scavavano tra la carta che ricopriva quel mobile scuro

Ma quest’uomo ha cataratte di ottusità e debolezza

Guardare un mare di stelle e tuffarsi nell’infinito fino a sentire la testa che esplode

Io poeta che scrivo da finito

l’infinito

Disimparo ogni giorno avvinto da bisogni superficiali

Quanto mi mancano le copertine di quei libri che puzzavano di chiuso

Nella credenza del mio spirito bambino

infinito









Fine estate

Non so spiegarvi

i miei parti né i miei concepimenti

Non so perché la mia lucidità riesce a sorpassare questa mia soffusa barriera etilica

Conosco inconsapevolmente l’evolversi di questa oleosa vita

Esperienziando questa mia maglia di macchie di caffè e odorosa di fritto

E questa sabbia che sparirà tra breve nella mia nebbiosa città

Non riesco più a fermare questo tempo che mi inghiotte

E il momento che immaginavo già si realizza

E mentre dalla mia finestra osservo queste grigie pareti

Un gabbiano gridando

Mi saluta





Chi sei ?

Non turbare i miei sensi

Un fiume sotterraneo scava e crea grotte

Enormi voragini di passione

Potrebbero scalfire la tua esistenza esigua

Ma distruggere la mia debole grandezza

Non guardarmi

Non mi illudo più

Credo troppo agli inganni

E troppe volte occhi hanno intrappolato un’anima

La mia

Chi sei?

Oggi sei tutto

Domani all’alba

Forse

nulla





Ilenia

Chi sei cretura ?

Che ha scoperto questa mia desolazione dietro la città dei balocchi

Non riesco a fingere con te

Non abbassi gli occhi davanti alla mia miseria

Non temi la mia grandezza

Onde di un mare in tempesta non sgretolano gli scogli

Li trasformano e arrotondano

Quanto amo le tue rotondità acuminate

Sei vera o sei il frutto di troppe ore su tavole polverose di mani che ti acclamano

Come io acclamo la tua bocca

I tuoi glutei

Il tuo corpo caldo

Come la terrà che ti generò

Mia

Africa







La calma dopo la tempesta

Tempesta tra di noi l’altra sera insulti sangue e veleno

Morte nel mio cuore e nel tuo

Stare insieme per distruggersi non per costruire

Disperati appigli amorosi si sgretolano all’alba

Quando i nostri corpi caldi si staccano esausti

Ci facciamo compagnia in questa fase della vita disillusi da tutto

Amore o non amore

Forse mi attacco ad una illusione per riempire la mia volontà traballante

A cosa serve stare insieme così

Ma non c’è logica nell’amore solo attori che recitano a braccio

Nuove ferite si uniscono a vecchie in attacchi senza frontiere

Guerra tra anima e corpo

Passione infinita

Notti insonni

E ora

Calma

Come un piccolo tizzone acceso sotto la cenere

La mia passione sembra spegnersi

Ma inganno me stesso e il mio precario equilibrio

Perché questa calma aspetta

la tempesta





TAPPETO VOLANTE



Mi usi per tenere i tuoi piedi al caldo

Per ornare la tua vita

Faccio parte dell’arredamento della tua anima

Sono un tappeto

Per te

Hai ragione ma non un normale tappeto

Sono un tappeto che vola

Libero nel mondo della fantasia

E quando la pressione dei tuoi piedi non mi sarà piu gradita

Volerò via

In cerca di estremitàpiù rassicuranti

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